Le stufe a pellet

Tra le più acquistate e richieste dal consumatore, presentano indubbi vantaggi da molti punti di vista. Vediamoli

In Inglese il nome delle stufe a pellet è pellet stove, che tradotto significa "stufe a palline", ed infatti il pellet ha la forma di piccole sfere che vengono prodotte con i residui di legno e sono considerate il materiale più ecologico attualmente presente sul mercato.
In realtà la forma del pellet non è proprio una sfera ma un piccolo cilindro della lunghezza massima di 2 o 3 centimetri e con un diametro massimo di 10 millimetri.
La sua produzione avviene, appunto, con gli scarti della lavorazione del legno, che vengono ridotti in segatura per poi essere compressi ad alte temperature in modo che la lignina presente nel materiale assuma la funzione di collante e renda compatti i singoli pellet, cioè i cilindretti.

È un materiale, quindi, estremamente naturale ed ecologico e, considerato il costo minimo della materia prima e delle fasi di lavoro necessario per produrlo, ha un prezzo finale molto conveniente che lo rende estremamente economico.

Confrontato con la legna, il pellet è molto più denso e con una presenza inferiore di umidità, di conseguenza il suo potere calorifico è nettamente superiore arrivando anche a 5000 Kcal al chilogrammo contro i 3200, al massimo, della legna.
Per riconoscerne la buona qualità, esistono alcuni accorgimenti, come, ad esempio, quello di verificare una presenza minima di polvere sul fondo del sacco dell'imballo che lo contiene, oppure, controllando cosa accade, immergendo in una bacinella di acqua alcuni cilindretti: se restano a galla significa che sono di cattiva qualità, se invece affondano sono sicuramente di buona qualità.

Il funzionamento di una stufa a pellets è basato su quello di quelle a carbone, tipiche del secolo scorso.
Il sistema prevede la presenza di un serbatoio per contenere il pellet che viene raccolto da una coclea ovvero una specie di vite senza fine il cui compito è quello di fare cadere il combustibile nel focolare dove un aspiratore elettrico provvede a fornire un forte getto di aria forzata che crea una combustione forzata in modo che il fuoco bruci ad una elevata temperatura, consumando tutti i fumi.
Il calore, così, viene spinto all'esterno con il supporto di ventole elettriche e distribuito, per convenzione, all'esterno.
Cuore di ogni stufa a pellet è la centralina elettronica che gestisce le delicatissime regolazioni delle diverse fase del processo di combustione oltre ai sistemi di sicurezza.
Solo un tecnico qualificato è in grado di intervenire per la regolazione dei diversi parametri.

Il sistema elettronico di cui sono dotate queste stufe, è utilissimo per stabilire e programmare l'accensione e lo spegnimento; tra l'altro alcuni modelli più sofisticati consentono anche di poter effettuare queste operazioni a distanza utilizzando il telefono cellulare.
Riguardo invece all'utilizzo della canna fumaria, per quanto molte aziende pubblicizzino che questi manufatti che possono essere utilizzati senza, in realtà non è possibile.
Infatti, in Italia, le normative edilizie e sanitarie, impongono lo scarico dei fumi e quindi la presenza e l'allacciamento a una canna fumaria di qualsiasi manufatto che utilizzi un combustibile sia gassoso, che liquido o solido.
Quindi, anche se tecnicamente potrebbe essere possibile che possa funzionare anche senza canna fumaria, concretamente non vi è la possibilità di farlo.
E, comunque, normativa a parte, bisogna tenere presente che i fumi raggiungono anche i 300 gradi e per quanto naturali, sono pur sempre da combustione ovvero nocivi da respirare.
Ai fini poi della sicurezza, la presenza della canna fumaria, garantisce comunque la fuoriuscita dei fumi, anche in caso di improvvisa mancanza di corrente elettrica, che provocherebbe il blocco nella stufa dell'alimentazione del pellet, rischiando che il fumo contenuto nel braciere fuoriesca invadendo l'ambiente.

In confronto alle stufe a legna, quelle a pellet sono più convenienti prima di tutto per la comodità di trasporto e immagazzinamento del combustibile.
La legna infatti, comporta un notevole impegno in quanto deve essere accatastata, a differenza del pellet che viene venduto in comodi sacchi standard da 15 kg. Inoltre il pellet evita il rischio di eventuali presenze di insetti e animali, la raccolta della cenere, residuo della combustione, e, non per ultime, le possibili difficoltà nell'accensione manuale.
D'altro canto, hanno un costo che è quasi il doppio di quelle a legna, richiedono una manutenzione ordinaria che deve essere affidata a personale specializzato e la fiamma, essendo pilotata dalla centralina elettronica, viene privata del suo fascino naturale.

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